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giovedì 21 novembre 2013

La morte per infarto può essere considerato un infortunio sul lavoro?

Cosa accade se si muore per infarto durante il lavoro?

Si può parlare di infortunio sul lavoro e quindi di risarcibilità da parte dell'INAIl o magari del datore di lavoro?
La Cassazione (sez. lavoro, sentenza 26231 del 15.12.2009) ha precisato che occorre ci sia una causa violenta e straordinaria che agisca all'interno dell'organismo del lavoratore, provocando l'infarto cardiaco.
Perchè si abbia diritto al risarcimento occorre che questa causa violenta sia collegabile causalmente  a specifiche condizioni ambientali e di lavoro che siano eccedenti la normale tollerabilità ed adattabilità dell'organismo umano.
In altri termini non sarà risarcibile ad esempio chi abbia avuto l'infarto in occasione di un litigio di poco conto nell'ambiente lavorativo.
La risarcibilità c'è invece nel caso in cui ci sia una causa pesante, una causa che di per se' è idonea a scuotere una persona normale, ad esempio una rapina per un impiegato bancario.
A seconda poi di come siano avvenuti i fatti il diritto al risarcimento può essere solo nei confronti dell'INAIL o anche del datore di lavoro.

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